Il ringraziamento è doveroso. Tutto inizia da Sarah Lund e dall’attrice danese che la interpreta, Sofie Gråbøl (Fortitude, Der kommer en dag), asociale, imperturbabile, anaffettiva, concentrata sui suoi casi, malvista dai colleghi. A volte talmente ostinata da risultare disturbante, fatto sta che la Sofie ci ha conquistati, e ha conquistato mezzo mondo, grazie al remake americano “The Killing”, che per quanto particolare rispetto alle solite serie crime americane, non riesce nell’intento di colpire il telespettatore che ha già visto Forbrydelsen, e che noterà, più che altro, un tentativo di imitazione dei personaggi e del clima scandinavo in una Seattle grigia e uggiosa. Parliamoci chiaro, la Scandinavia è inimitabile. Chi poi ha iniziato con The Killing per passare a Forbrydelsen, facilmente verrà rapito nonostante già conosca la trama e nonostante i 20 episodi della prima stagione. “Ma se conosco già l’assassino, perché guardo queste 20 puntate?”, e mentre ve lo chiedete vi ritrovate già alla ventesima, e soprattutto scoprirete che l’assassino non è lo stesso del remake americano. E non barate cercando spoiler in giro, vi assicuriamo un bel colpo di scena! Per cui, grazie, Sarah Lund. Ci hai fatto scoprire un mondo.

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