Heimsendir, la fine del mondo

Dagli stessi autori e attori che ci hanno portato le serie Næturvaktin (Il turno di notte), Dagvaktin (Il turno di giorno) e Fangavaktin (Il turno in prigione), Heimsendir (La fine del mondo) è una miniserie in 9 puntate ambientata nel 1992 in un ospedale psichiatrico alle porte di Reykjavik. L’ospedale è l’ultima spiaggia per molti pazienti malati di mente, che lo considerano ormai una casa.

Il professore Einar viene portato qui contro la sua volontà dopo un attacco di nervi. Convinto di un complotto alle sue spalle e aspramente critico nei confronti del funzionamento dell’ospedale, in poco tempo conquista la maggior parte dei pazienti che passano dalla sua parte. I pazienti organizzeranno così una rivolta, occuperanno l’ospedale, e costruiranno una nuova società con una nuova Costituzione.

Vera e propria dark comedy scritta da Pétur Jóhann Sigfússon, che abbiamo già conosciuto in Hlemmavídeó , dove interpreta Siggi Hlemm, alterna momenti comici con momenti angoscianti. I personaggi sono rappresentati nelle loro problematiche e profondità, e la colonna sonora ci diletta con Strauss, Beethoven e Barði Jóhannsson. I riferimenti potrebbero essere tanti, dalla rivoluzione e il rifiuto del debito pubblico in Islanda, ai moti rivoluzionari francesi, alla semplice alienazione umana in una società di finzione, ma soprattutto, che aspettative ha un mondo dominato dall’anarchia?

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