Il tema della corruzione e dei paradisi fiscali è presente in tutte le società globalizzate. Negli ultimi anni si sono succeduti scandali che hanno creato una consapevolezza nelle persone ed un dubbio impegno da parte della classe politica.
In questo clima è andato in onda di recente sulla tv danese Bedrag, una serie thriller che fa di queste tematiche il suo centro. La storia ruota attorno ad una fittizia grande società energetica danese ed il suo CEO.

Bedrag restituisce tutto ciò che ci si aspetta da un thriller nordico. Regia minimal, fotografia dalla palette pallida e trama semplice ed efficace. E’ proprio quest’ultima la cifra stilistica e la forza della serie.

Le ultime tendenze, provenienti soprattutto dagli USA, mostrano serie sempre più contorte in cui i poveri sceneggiatori sono costretti ad arrovellarsi il cervello per trovare colpi di scena che, puntata dopo puntata, rischiano di divenire sempre più surreali. Ciò è dovuto alla crescente convinzione che lo shock e lo stupore siano l’unico modo per intrattenere e trattenere lo spettatore.

Per fortuna in Europa gli sceneggiatori sembrano seguire ancora una linea più classica ma non per questo meno coinvolgente.
In Bedrag la linearità la fa da padrone, eppure non si può certo dire che i personaggi manchino di spessore o che siano troppo netti. I toni di grigio appaiono quel tanto che basta per dare credibilità e realismo alla storia ed ai protagonisti.

Su questi c’è da sottolineare l’eccellente casting, ne è prova il fatto che durante la visione ci si trovi spesso ad empatizzare con i “cattivi” piuttosto che con la parte avversa. Fra tutti emerge sicuramente la prova di Nikolaj Lie Kaas, il CEO della compagnia, e di Natalie Madueno che interpreta il capo dell’ufficio legale. Il loro compito è sicuramente facilitato dalla qualità della scrittura dedicata ai loro personaggi.

La nota dolente riguarda gli altri protagonisti che risultano un po’ troppo stereotipati e superficiali nel complesso. La trama parallela che segue le vicende di Nicky e Bimse, due piccoli criminali di provincia alle prese con la sopravvivenza quotidiana, risulta debole ed addirittura poco legata alle vicende principali.

Sappiamo che nelle serie nordiche in genere non c’è mai un utilizzo estensivo della musica ma alcune scene sarebbero state sicuramente rafforzate da un sottofondo musicale.

Questi due piccoli difetti non inficiano assolutamente la qualità di Bedrag che rimane una serie godibile che vi terrà incollati allo schermo fino all’ultima puntata.

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