Omicidio nelle Ardenne

Questa volta l’omicidio avviene in Belgio, nelle foreste delle Ardenne, e ci spostiamo dal classico filone scandinavo. Driss, un giovane calciatore di origini africane, è giunto ad Heiderfeld, un paesino dove, se proprio dobbiamo dirlo, la gente non è molto normale. Lui è partito con la speranza di trovare lavoro in una squadra di calcio per poter guadagnare e mandare soldi a casa. Amaro destino di tanti emigrati che arrivano carichi di sogni e illusioni per poi finire in mezzo ad una strada. Ma Driss è “fortunato”, perché qualcuno lo aiuta, ed entra nel club Heiderfeld, pur non vedendo neanche un soldo, ma, perlomeno, riesce ad ambientarsi e a farsi degli amici. Peccato che, dopo qualche tempo, verrà ammazzato.

In paese torna, dopo molti anni di assenza, l’ispettore Yoann Peeters (Yoann Blanc). Provato dalla morte della moglie dopo una brutta malattia, inizia a lavorare sul caso e capisce subito che non si tratta, come può sembrare, di suicidio. Purtroppo ha una brutta reputazione, in passato ha creato più di un problema per la sua ostinazione nel voler risolvere i casi e per i suoi metodi discutibili, e non è visto di buon occhio dal commissario.

Molti gli elementi che incuriosiscono Peeters: festini sadomaso, riti tribali, eremiti che vedono madonne, partite di calcio truccate, la futura costruzione di una diga che provoca malcontento tra alcuni cittadini. Lui non si scoraggia, e continua ad indagare. Ma ciò che ci colpisce è la scena iniziale della prima puntata, quella che vedete in foto. Peeters verrà trovato in questo stato, verrà arrestato e per tutta la serie lo vedremo sottoposto a sedute con una neuropsichiatra.

Un po’ True Detective, un po’ Fargo, La Treve, serie a basso budget, tutto sommato, si difende bene. Il salto tra passato e presente piace sempre, l’instabilità e il declino del protagonista ci rattristano, dopo aver visto le sue capacità investigative e intuitive. In fondo, quello che cercava era una tregua dalla sua vita movimentata, e invece si è ritrovato in fondo ad un baratro. Il primo episodio ha riscontrato grande successo in Belgio, e grande successo ha ottenuto anche il gruppo indie che ha prestato un proprio brano per la sigla (The man who owns the place by Balthazar). Di seguito il trailer:

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