Il thriller andato in onda in Norvegia su TV3 è ispirato a fatti veri della malavita di Oslo: uno avvenuto nel 2004, quando una rapina alla NOKAS (la società che gestisce i contanti delle banche norvegesi), che fu calcolato dovesse durare solo otto minuti, finì con una sparatoria che provocò la morte di un poliziotto; l’altro è il caso scandaloso di un poliziotto, Eirik Jensen, condannato a 21 anni per aver aiutato i trafficanti di droga intascando tangenti. Testimone chiave dell’accusa fu il co-imputato Cappelen che ammise di aver organizzato l’importazione di hashish e divenne il testimone chiave dell’indagine. Jensen tutt’oggi dichiara la sua innocenza. Fatti che sconvolsero la tranquilla Norvegia, non c’è che dire.

Nella nostra storia, protagonista è una banda di criminali che, dopo il fallimento di una rapina, e la conseguente morte di uno di loro, si chiede come mai siano spariti droga e soldi dopo il raid. E soprattutto, si chiede come ha fatto un poliziotto che partecipò all’operazione a diventare subito dopo capitano. Dopo sei anni di carcere, Robin, che ha assistito alla morte del fratello, cerca di rifarsi una vita da normale cittadino che rispetta la legge. Ma fatti avversi, più quei tanti dubbi sull’evento che l’ha sconvolto, lo spingono a cercare di dimostrare la corruzione della polizia, riprendersi il denaro ed estinguere un grosso debito. Tra gli attori, volti a noi ormai familiari: Silje Torp, Petronella Barker, Inga Ibsdottir Lillaas, Jesper Malm, Duc Mai-The, Odin Waage e Kyrre Hellum. In giro si trovano sottotitoli inglesi.

 

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