Cosa penso di Bedrag 3 (spoiler)

Bedrag 3 si concentra sulle figure di Nicky e Alf, come detto in un articolo precedente. Sono spariti, dunque, Mads Justensen e Claudia Moreno. In realtà non vengono nemmeno mai nominati. Vi sconsiglio di leggere l’articolo se non l’avete vista.

Alf (Thomas Hwan) è rientrato al lavoro dopo essere stato in coma per le ferite gravi riportate a seguito di un’aggressione da parte del famigerato signor P (che comunque ha fatto una brutta fine, come ricorderete). E’ stato spostato nella sezione antidroga, non si capisce se per sua volontà o se costretto. Soffre di disturbo da stress post-traumatico, che si manifesta in insonnia e depressione. Assume psicofarmaci per dormire, nonostante il parere contrario del medico, e quando è in astinenza non sembra più lui: non si concentra, perde lucidità e intuito, si comporta male con i colleghi. Ha poi una relazione con una collega sposata, e questo gli rende la vita ancora più insopportabile.

Nel frattempo Nicky (Esben Smed) si è fatto un nome in Spagna, è diventato un punto cardine del contrabbando di hashish in Danimarca, ha brutte amicizie, accumula denaro e apre un bar con un “collega” per riciclarlo. Sembra aver tagliato i ponti con la moglie, quando viene a sapere che il figlio è stato affidato ad un’altra famiglia e Lina è in cura in un centro psichiatrico: è in depressione e non riesce più ad occuparsi del bambino. Questo smuove in Nicky il desiderio di rifarsi una vita normale, riprendere con sé Milas e smettere con la droga. Ma prima deve concludere alcuni lavori, e in tutto questo deve conquistare la fiducia dell’assistente sociale.

Nicky ha bisogno di qualcuno che lo aiuti col denaro e i conti all’estero, e qui subentra un altro personaggio, Anna Berg Hansen (Maria Rich), impiegata bancaria sottovalutata dal capo, delusa dalla mancata promozione, invidiosa della collega giovane che invece ce l’ha fatta, con una vita di coppia che si trascina nella noia. Desiderosa dunque di riscatto, Anna decide di aiutare Nicky, ma se inizialmente le cose sembrano andare lisce, ben presto si scatenerà l’inferno.

L’inferno si scatena un po’ per tutti, per Alf, che, a parte il malessere interno, sembra lottare contro i mulini a vento quando punta su Nicky, convinto del suo coinvolgimento nel traffico di stupefacenti; per Nicky che deve regolare i conti con gente pericolosa e per Anna che rischia di farsi scoprire.

L’atmosfera dello show è più cupa del solito, c’è sempre quella sensazione che il male vinca comunque vadano le cose, e che anche nel momento in cui vuoi redimerti, devi pagarne il prezzo. La bravura dei tre è indiscutibile, ma il personaggio che più mi colpisce è Nicky, che da bravo ragazzo ha voluto scegliere la strada del riscatto rinnegando una vita tranquilla ma povera, e nel suo volto traspare sempre il dolore di questa scelta, il non poter tornare indietro, il bisogno di ritrovare un figlio abbandonato per forza di cose. Nicky non è il classico criminale senza scrupoli, perché in fondo non è nato così, lo è diventato perché attratto e manipolato dal signor P., ha perso amici, ha tagliato i ponti con tutti, è completamente solo con i suoi soldi. 

Non so se ci sarà una quarta stagione, le cose alla fine cambiano completamente, e non dirò oltre. Vorrei segnalare la fantastica sigla d’apertura che accompagna tutte le scene iniziali di ogni puntata, Spirit di Gavin Clark & Toydrum.

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