Ennemi Public 2, la ricerca di una sorella

Ho da poco finito di vedere Ennemi Public qui dal Belgio, trasmesso su La Une e con sottotitoli francesi. Nonostante il mio livello base della lingua, sono riuscita a comprendere quasi tutto, e d’altra parte, non avevo alternative ed ero troppo curiosa di sapere come andava a finire la storia della sorella dell’ispettrice Chloé Muller. Alla fine della prima stagione, infatti, si vede una Jessica adulta vestita di bianco insieme ad altre ragazze che intona una sorta di preghiera del tipo: “Noi siamo le pecore smarrite, tu sei il pastore”, se non ricordo male. Il problema è che questo pastore non è una figura religiosa ma… non andate avanti se non avete ancora visto la serie.

 

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Si scopre così che una sorta di Gesù (dato l’aspetto, ma dallo sguardo psicopatico) ha per anni rapito bambine “pure” per crescerle nella sua comunità abbastanza anomala. Per tutto il tempo della serie mi sono chiesta come mai nessuno abbia mai scoperto queste ragazze cresciute in un bosco poco distante dalla città da dove sono state rapite, alcune poi libere di andare a pascolare le pecore in giro… La devozione per Paul (così si chiama lo psicopatico) è comprensibile, ma comunque è inverosimile che tra tante di loro, nessuna abbia mai avuto voglia di tornare dai parenti, nonostante il lavaggio del cervello subito all’età di 7 o 8 anni. Secondo me, la questione andava studiata meglio.

Tornando alla nostra Chloé (Stéphanie Blanchoud), sono passati due anni, e quando i genitori di Jasmine la contattano per la scomparsa della figlia, lei intuisce che il rapimento sia collegato a quello di sua sorella. Per questo torna da Guy Béranger (Angelo Bison) per farsi aiutare. Nel frattempo, l’ex-omicida di bambini è vissuto in isolamento, e preme per uscire dall’abbazia e sentirsi un uomo libero quale dovrebbe essere. Ma i frati non sono tutti d’accordo. D’altra parte, la sua presenza sta creando loro non pochi problemi, e farlo passeggiare tranquillamente in paese significherebbe vederli aumentare. Guy è il manipolatore di sempre, gioca a fare lo psicologo, accoglie Chloé dicendole: “Sapevo che sarebbe venuta…”. Rimane in fondo il personaggio più interessante.

Nei panni di Jessica troviamo Pauline Etienne, attrice pluripremiata che abbiamo apprezzato in “Le bureau des légendes”. Sarà lei a rompere le regole della comunità, avvicinandosi ad un ragazzo e innamorandosene. Quando una delle “pecore smarrite” va a letto con un estraneo, e perde la sua purezza, viene indotta al suicidio. E anche qui ci si chiede se sia verosimile che alcune di loro accettino di bere il veleno… non ha molto senso. Nell’inchiesta diretta da Chloé ritroviamo Michael, il suo collega che soffre di disturbo da stress post-traumatico dopo gli avvenimenti della scorsa stagione. Nella sua vita rientra l’ex-moglie, che ha deciso di aiutarlo.

Il boss del paese, Patrick, dopo l’arresto della moglie, ha dovuto chiudere il locale e si è ridotto a lavorare in un supermercato, vessato dal titolare, per riuscire a mantenere se stesso e il figlio costretto su una sedia a rotelle. Non ha perdonato Chloé per aver ucciso il fratello Vincent, mentre l’altro fratello, il frate Lucas (Clément Manuel), non solo l’ha perdonata, ma prova anche qualcosa… esattamente come avevamo immaginato nella prima stagione.

L’inseguimento di Paul porterà a conseguenze tragiche, a dolorosi ricordi che riemergono, a scelte sconsiderate. Interessante è vedere le dinamiche tra il gruppo delle ragazze rapite, l’organizzazione della giornata, il modo di vivere all’antica. Quello che rimane un punto interrogativo è il perché Paul faccia tutto questo: non ha rapporti sessuali con loro, non è di certo il bisogno di tornare ad una vita bucolica la sua motivazione, c’è qualcosa che non ci viene detto, e alla fine della stagione resteremo con questo dubbio, oltre a nuovi punti interrogativi dato il cliffhanger.

Magistrale l’interpretazione di Angelo Bison, è lui la vera forza dello show. Uno spunto di riflessione è d’obbligo: si può perdonare un omicida di bambini, per quanto le sue azioni siano la conseguenza di un’infanzia devastata? Si possono instaurare dei rapporti di amicizia con lui? La Bestia è stata definitivamente sconfitta o giace repressa in attesa di risvegliarsi e scatenare la sua furia omicida? E’ davvero possibile la redenzione? A voi scoprirlo, sperando possiate vedere presto Ennemi Public da qualche parte. Per chi capisce il francese, sul sito http://www.rtbf.be/auvio trovate le puntate.

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