Apocalisse, scandali e molto altro.

Eccoci al nostro appuntamento con le serie british.

La prima è MANHUNT (Crime|ITV|2019|3 episodi, rinnovata per una seconda stagione) con Martin Clunes, Katie Lyons, Claudie Blakley. In Italia è inedita ma i sottotitoli sono reperibili. La serie è incentrata sugli omicidi commessi in Inghilterra nei primi anni 2000 dal serial killer Levi Bellfield, accusato di aver ucciso tre giovani donne, tra le quali la tredicenne Milly Dowler e la studentessa francese ventiduenne Amelie Delagrange. A capo delle indagini sulla morte di Amelie viene nominato l’investigatore Colin Sutton (Martin Clunes), il quale ha (teoricamente) poca esperienza nelle indagini di omicidio, ma insieme alla sua squadra finirà per trovare un legame tra quel delitto, l’omicidio di Marsha McDonnell e il rapimento e l’omicidio di Milly Dowler.

.::Cosa ne penso::.

Bella, semplice, diretta e lineare, la serie inizia con l’omicidio e prosegue con le indagini senza arzigogolamenti, questo è quello che ho apprezzato perché si “limita” a raccontare i fatti. Il caso non lo conoscevo ma in Inghilterra, ai tempi, fece scalpore ed ancora oggi è ben presente nella mente degli inglesi. La consiglio se amate i crime e soprattutto quelli real.

La seconda è THE BAY (Crime|ITV|2019|6 episodi, rinnovata per una seconda stagione) con Morven Christie, Jonas Armstrong, Matthew McNulty. In Italia è inedita ma i sottotitoli sono reperibili. Il Sergente Investigativo Lisa Armstrong che lavora a Morecambe nel Lancashire è stata assegnata come ufficiale di collegamento familiare dopo che due gemelli adolescenti sono scomparsi. Ma presto si renderà conto di avere una connessione personale con il caso che potrebbe compromettere lei e le indagini.

.::Cosa ne penso::.

La serie mi è piaciuta molto, sei episodi che vanno giù come caramelle, riesce a mantenere alto l’interesse e a mixare bene il lato investigativo con quello personale, Moven Christie è ottima nel ruolo della detective divisa fra lavoro e famiglia, il caso scorre bene anche se forse è un po’ troppo prevedibile, tecnicamente è buona ma non ho apprezzato molto alcune scelte musicali e l’utilizzo del rallenty soprattutto nelle prime puntate. Se dopo il primo episodio vi sembrerà di avere un déjà vu, è perché questa serie ricorda molto Broadchurch sia per tematica, trama e location, infatti è stata etichettata come la “Nuova Broadchurch” o “Northern Broadchurch”. Personalmente ho preferito la serie con la Colman e Tennant. Al di là delle somiglianze è una serie che consiglio perché è un crime molto ben fatto in pieno stile british.

La terza è la coproduzione angloamericana GOOD OMENS (Fantasy, Comedy|Amazon, BBC|2019|6 episodi) con David Tennant, Michael Sheen, Benedict Cumberbatch, Jon Hamm. In Italia è disponibile su Amazon Prime Video ma per chi volesse vederla in lingua originale i sottotitoli sono reperibili. Basata sul libro omonimo di Terry Pratchett e Neil Gaiman. Nel 2019, il demone Crowley e l’angelo Aziraphale, ormai abituati agli usi e i costumi della Terra, tentando di prevenire la venuta dell’anticristo e la conseguente apocalisse.

.::Cosa ne penso::.

Una miniserie ineffabile…Adoro i libri di Gaiman e per questa serie avevo aspettative molto alte ed è una di quelle che attendevo di più e, devo dire che le aspettative sono state ripagate tutte. È come se le pagine del libro fossero divenute immagini. Quando, anni fa, lessi il libro e sognavo una trasposizione era così che me la immaginavo. Atmosfere giuste, fedeltà al testo ma al contempo con cambiamenti e aggiunte che sono servite ad approfondire certe situazioni che nel libro rimangono non dette, anche se ovviamente ci sono state cose che hanno dovuto o voluto escludere. I protagonisti, Crowley e Aziraphale (Tennant e Sheen superbi) che con la loro amicizia tra Angelo e Demone cercano di salvare la Terra e l’umanità nonostante la loro natura teoricamente opposta perchè ci hanno vissuto e hanno conosciuto gli esseri umani, è resa in maniera perfetta. Anche “l’aggiunta” di Gabriel mi è piaciuta molto. Il resto del cast è stato ottimo, tecnicamente è splendida e le musiche sono azzeccate ma d’altronde con i Queen non si sbaglia mai. Una storia del genere fra critica, umorismo e ironia solo gli inglesi sarebbero riusciti a portarla sullo schermo.

La quarta è A VERY ENGLISH SCANDAL (Dramedy, Biop|BBC|2018|3 episodi) con Hugh Grant, Ben Whishaw, Alex Jennings. In Italia è stata trasmessa da Sky ma per chi volesse vederla in lingua originale i sottotitoli sono reperibili. Basata sul romanzo omonimo, la tragicomica storia vera del leader del partito liberale britannico Jeremy Thorpe processato negli anni Settanta per aver cercato di uccidere il suo presunto amante Norman Scott.

.::Cosa ne penso::.

Serie in pieno stile British. La storia è banale ma la serie non lo è assolutamente, banale perché di scandali politici ormai né sentiamo parlare un giorno sì e l’altro pure, però non lo erano di certo negli anni ’60, anni in cui è ambientata questa storia (vera). La serie parla di abusi, violenza e omicidi ma lo fa con quel tipico humor britannico che rende benissimo, in certi momenti sembrava di essere in un film dei fratelli Cohen. La serie dà uno sguardo verso la società inglese di quegli anni e in un certo senso ci mostra la diversità dei personaggi nell’accettare la propria sessualità in una società, come quella inglese, dove l’omosessualità (a quell’epoca) era ancora illegale. Alla fine dei tre episodi ci si chiede chi sia veramente la vittima ma soprattutto ci mostra come la realtà (a volte) sia più grottesca e crudele della finzione. Visivamente superba con una ricostruzione del periodo, costumi e scenografie sontuose, musiche perfette e una regia elegante. La coppia Grant e Whishaw funziona perfettamente riuscendo a dar vita a due eccezionali interpretazioni.

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