8 Tage, l’Apocalisse in Germania

Mancano otto giorni all’impatto dell’asteroide Horus grande 60 km sulla Terra. La zona colpita sarà il centro Europa, tasso di sopravvivenza stimato uguale a zero. Gli Stati Uniti cercano di deviare l’asteroide con armi nucleari ma il tentativo fallisce e tutta Europa inizia a scappare.

L’insegnante di fisica Uli Steiner (Mark Waschke) e sua moglie, la dottoressa Susanne Steiner (Christiane Paul) cercheranno di fuggire con i loro figli Leonie e Jonas andando verso la Russia. Nello stesso tempo, il fratello di Susanne, Herrmann (Fabian Hinrichs), con l’aiuto dei suoi contatti al governo, cerca di scappare con la sua compagna incinta, Marion verso gli Stati Uniti, lasciando indietro il padre Egon.

Klaus Frankenberg (Devid Striesow), dal canto suo, ha costruito un bunker. Ma la figlia Nora non vuole nascondersi lì dentro, e preferisce aspettare di morire festeggiando gli ultimi giorni della sua vita con gli amici in un party estremo.

Una fuga che sembra senza speranza, in un mondo in cui non esistono più regole e dove vince il più forte. La storia emozionante degli ultimi giorni di vita di normali famiglie di Berlino pone agli spettatori una sola domanda: “Cosa fareste?”. Diretta dal regista Stefan Ruzowitzky, premio Oscar con “Il falsario – Operazione Bernhard” nel 2008, la serie è suddivisa in otto episodi di 45 minuti ed è distribuita da Sky. Numerosi i personaggi (stile Dark) ma bene o male connessi in qualche modo tra loro (vedremo qualche flashback). Le decisioni che prendono a volte non sono proprio intelligenti: alcune persone, giustamente, perdono la testa, altre fanno gesti estremi, ma sempre di apocalisse si tratta. Personalmente, mi è piaciuta molto, tra i protagonisti c’è il ricco che pensa di salvarsi con i soldi, il malato terminale felice di non essere l’unico a morire, triangoli amorosi, il cattivone (davvero odioso, bravo l’attore), l’eroe figo, ma la figura che ho amato di più è il Messia, tra ridicolo e commovente. Io spero davvero ci sia una seconda stagione, perché sarebbe interessante seguire gli sviluppi in un’era post-apocalittica. È una serie che punta tutto sulle emozioni e sulle paure, su quanto siamo fragili e piccoli. L’evento in sé passa in secondo piano. Un po’ stile Leftovers per alcune scene, ma più concreto. Di seguito il brevissimo trailer:

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...