Disastri nucleari, omicidi nell’epoca vittoriana e molto altro

Eccoci ad un nuovo appuntamento con le serie britanniche.

La prima è SHETLAND (Crime|ITV, BBC|2013|5 stagioni, per ora non si hanno notizie su un possibile rinnovo) con Douglas Henshall, Alison O’Donnell, Steven Robertson. In Italia viene trasmessa da Giallo ma per chi volesse vederla in lingua originale i sottotitoli sono reperibili. Basata sui libri di Anne Cleeves Shetland Island series. L’ispettore Jimmy Perez e la sua squadra indagano sui crimini all’interno della comunità insulare delle Isole Shetland..

.::Cosa ne penso::.

Sarà per i luoghi meravigliosi, l’accento scottish e i personaggi ma adoro questa serie. Tecnicamente è ottima così la recitazione e i casi sono complessi il giusto e la sua narrazione è coinvolgente. La cosa che però mi piace è che il Detective Perez non è un superpoliziotto ma un uomo normale con i suoi difetti e pregi, non si sa molto del suo passato (solo che sia vedovo) ma questo non toglie e non aggiunge nulla al suo personaggio, mi piace il rapporto che ha con la figlia Cassie e il padre biologico, Duncan, che una ne fa e cento ne pensa. Il resto della sua squadra è composta dal Sergente Alison “Tosh” MacIntosh e dal Detective Sandy Wilson. Alle Shetland quasi tutti si conoscono e spesso questo risulta un problema nelle indagini ma è anche ciò che rende particolare questa serie.

La seconda è RIPPER STREET (Crime, Period Drama|BBC|2012|5 stagioni) con Matthew Macfadyen, Jerome Flynn, Adam Rothenberg, Myanna Buring. In Italia è stata trasmessa solo la prima stagione su Giallo ma i sottotitoli sono reperibili. Ambientata nel 1889 dopo l’ondata di terrore causata da Jack lo Squartatore, il crime drama segue le indagini della famosa Sezione H, il distretto di polizia incaricato di mantenere l’ordine nel quartiere di Whitechapel. A capo della Sezione troviamo il Det. Insp. Edmund Reid, un uomo acuto con una passione per la giustizia che si avvale delle più recenti scoperte scientifiche. Il suo braccio destro è il Det. Sgt. Bennet Drake mentre il Capitano Homer Jackson è un americano dal dubbio passato che assiste Reid nelle indagini in veste di coroner.

.::Cosa ne penso::.

Non fatevi ingannare da Jack lo Squartatore, perché questa serie non parla di lui e nemmeno compare. Questa serie è una fra le mie dieci preferite in assoluto. Siamo nella Londra vittoriana, non quella aristocratica, ma quella sporca e cattiva, in uno dei suoi quartieri più poveri e malsani, Whitechapel, reso in maniera spettacolare, anche grazie alla fotografia che riesce a rendere perfettamente il caos, la violenza e la miseria (la serie tecnicamente e attorialmente è perfetta). Uno dei tanti pregi di questa serie, oltre alla ricostruzione storica, è quello di introdurre nuovi elementi facendo crescere l’interesse di puntata in puntata anche grazie all’esplorazione della psicologia dei personaggi principali, ma anche di quelli secondari. I suoi tre principali personaggi, l’ispettore Edmund Reid, il sergente Bennet Drake ed il capitano Homer Jackson, si muovono di vita propria ma senza rovinare la storia, anzi, i tre uomini completamente diversi ma che insieme daranno vita a quello che sarà il perno centrale della serie. Fra indagini, intrighi da svelare assassini da fermare, passati traumatici, love story e segreti da seppellire preparatevi perché questa serie non è per cuori leggeri e soprattutto non c’è buonismo, anzi, c’è una cruda e nuda realtà.

La terza è la coproduzione angloamericana CHERNOBYL (Drama|HBO|2019|5 puntate) con Jared Harris, Emily Watson, Stellan Skarsgård. In Italia è trasmessa da Sky Atlantic ma per chi vuole vederla in lingua originale i sottotitoli sono reperibili. La miniserie si concentra sulla portata straziante del disastro di Černobyl’ che si è verificato nell’Ucraina sovietica il 26 aprile 1986, rivelando come e perché è accaduto e raccontando le storie scioccanti e straordinarie degli eroi che hanno combattuto e che sono caduti.

.::Cosa ne penso::.

A mio avviso tutto funziona perfettamente in questa miniserie, dalla bravura degli attori (Jared Harris e Stellan Skarsgård superlativi), alla scelta del montaggio video ma soprattutto quello sonoro, la regia, la fotografia e le scenografie la rendono esteticamente raffinata nella sua drammatica realtà, perché è questo che hanno fatto gli autori, sono riusciti nel difficile compito di rendere reale il vero, tanto che non sembra nemmeno un prodotto televisivo o un documentario. Quindi cos’è? È la brutale e triste realtà. Ed è proprio questo che mi ha colpita molto, per come hanno saputo rendere i personaggi ma soprattutto per il realismo e le atmosfere, nelle quali si riesce a percepire l’angoscia e la paura di quei momenti (non solo delle persone comuni ma anche dei politici e dei soldati) l’incompetenza degli ingegneri, l’insabbiamento del governo russo, le tremende ripercussioni delle radiazioni nell’immediato e nel corso del tempo sia nell’uomo sia nella flora e fauna. In totale sono 5 ore circa e si è sempre col fiato sospeso in un mix di sensazioni che passano dall’ansia alla rabbia alla tristezza. Una miniserie superba che dovrebbe essere vista da chiunque, soprattutto nelle scuole di ogni ordine e grado, spiegandone per bene anche il contesto, il perché di certi comportamenti determinati dalla condizione politica, gli aspetti tecnici etc..

La quarta è BROKEN (Drama|BBC|2017|6 episodi) con Sean Bean, Adrian Dunbar, Anna Friel. In Italia è inedita ma i sottotitoli sono reperibili. La serie racconta le vicende di Padre Michael, un prete cattolico di una parrocchia del nord dell’Inghilterra, un uomo moderno, rassicurante nella sua imperfezione, che fa da guida spirituale, confidente e consigliere alle persone della sua parrocchia, cercando – talvolta a fatica – di conciliare le sue credenze con le difficoltà della vita quotidiana.

.::Cosa ne penso::.

Un dramma collettivo e nel vero senso della parola, lenta ma non noiosa, situazioni con persone ai limiti e segnate nel profondo. Mi è piaciuto come hanno gestito i vari personaggi e i loro problemi, dandogli uno spazio adeguato, mai troppo o troppo poco. Forse l’unico che meritava più spazio era proprio Michael e il suo passato che a mio avviso avrebbero meritato un po’ più di approfondimento. Il cast è perfetto e così le musiche.

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