Recensione di Undercover by Netflix

Undercover è una serie belga/olandese distribuita da Netflix. Ispirata a fatti reali non meglio specificati, la storia si dipana tra un camping in una località di cui non sappiamo il nome, Anversa e la Francia.

Ferry è un trafficante di ecstasy che entra nel mirino della polizia belga. Per smantellare la sua organizzazione gli investigatori decidono di adoperare degli agenti infiltrati sotto copertura: Kim (Anna Drijver) e Bob (Tom Waes). Questi cercheranno di avvicinarsi alla famiglia e di fare amicizia per ottenere il loro scopo.

Non sarà facile conquistare la fiducia di Ferry, il suo fidato braccio destro John (il grande Luther di Penoza, Raymond Thiry) non si fida di Bob. Fantastica la figura della moglie di Ferry, Danielle (Elise Schaap), ingenua come pochi, legatissima al suo cagnolino e insoddisfatta casalinga, spesso protagonista di scene divertenti. Un altro personaggio che merita è l’italiano Gino Maldini (Michael Pas, in Cordon seconda stagione interpreta il caporedattore), un criminale che raffigura il classico stereotipo italiano. Memorabile la scena dell’incendio, a proposito.

Non mancheranno tensioni e suspense. Ovviamente il percorso della coppia infiltrata non sarà dei più lineari e i nostri si troveranno a fare i conti con una lunga lista di imprevisti e difficoltà.

Ed ecco le mie impressioni. Non conoscendo i fatti reali da cui è stata tratta la serie non si può esserne certi, ma guardando la serie si viene immediatamente colti dalla sensazione che tutto nella storia sia stato un po’ troppo semplificato. Anche la rappresentazione scenica soffre sicuramente di un budget risicato ma su questo si può tranquillamente soprassedere.

Le performance degli attori oscillano molto: buona prestazione della coppia antagonista, un po’ meno quella della coppia protagonista. Anche la regia è un po’ debole e semplicistica (non attendetevi riprese mirabolanti o evocative) sebbene efficace. Durante la visione potreste essere non motivati abbastanza per andare avanti ma vale la pena arrivare fino alla fine.

La serie è senza infamia né lode, sarebbe potuta essere realizzata molto meglio, ma in fondo fa il suo lavoro di intrattenere per qualche pigra serata estiva. Probabilmente ci sarà una seconda stagione, visto il finale della prima. Di seguito il trailer:

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