Himmelsdalen, un vero incubo..!

Oggi vi voglio parlare di Himmelsdalen (Sanctuary per la distribuzione internazionale). La serie è l’adattamento del romanzo omonimo di Marie Hermanson. Helena Brant (Josefin Asplund) va a trovare la gemella Siri ricoverata presso la struttura Himmelsdalen situata nelle Alpi italiane. L’indomani Helena si ritroverà ad essere rinchiusa al posto della sorella. Esiste qualcosa di peggio dell’essere prigionieri in un posto dove nessuno crede che tu sia chi dici di essere? E se invece i medici avessero ragione? 

Parto subito dicendo che il libro non l’ho letto e il mio giudizio si basa unicamente sulla serie tv.

La trama mi aveva incuriosita per via della componente psicologica che si sarebbe potuta sviluppare. Purtroppo però, questa serie è stata una delusione su tutti i fronti; non ha una sua identità ma è un mix di generi che vanno dal thriller psicologico al genere al mistery-crime con tinte leggermente cospirative, il tutto fatto in maniera grossolana e banale. Un plauso va comunque agli attori, in particolare Matthew Modine e Barbara Marten, che sono stati bravi ma con una sceneggiatura del genere c’era poco da fare. I personaggi sono scritti con i peggiori clichè dei generi sopracitati e sono molto poco sviluppati. La protagonista, Helena, è forse l’unica che riusciamo a conoscere meglio, ma nemmeno troppo. La serie è piena di discorsi prolissi senza un vero e proprio sbocco su nulla. Il ritmo è lento tanto da diventare noioso, solo nelle ultime due puntate aumenta un poco ma nulla di ansiogeno o particolarmente degno di nota. Anche il lato tecnico non brilla per la qualità e gran parte della bellezza scenografica è dovuta alla location naturale delle Alpi italiane e precisamente quelle del Trentino Alto Adige.

Non proseguite la lettura se non avete visto la serie e non volete incappare negli spoiler.

Le modalità della fuga di Siri e la storia che prima racconta alla gemella sono da manuale dell’ovvio (mi sono innamorata di una donna è l’amore della mia vita e devo vederla per un ultima volta). Il Dr. Silva, colui che ha in cura Siri prima e Helena poi, al primo incontro sembra essere il solito arrivista ma poi si rivela il “buono” della situazione, al contrario della Dot.ssa Kowalska, neo assunta al sanatorio che parte come la possibile salvatrice di Helena ma che poi si fa prendere da manie di grandezza; il Dr. Fisher (Matthew Modine), capo della struttura e che gioca a fare Dio perché tutto sa e tutto vede ma immancabilmente si fa fregare dall’addetto alla sicurezza (per poi diventarne complice) che ha orchestrato un piano per nascondere la fuga di una paziente. Poi ci sono i personaggi “secondari” come Carol (Richard Brake) un ospite del sanatorio a cui sembra essere concesso di fare i propri comodi, che si accompagna con un “losco” figuro di nome Raymond. Carol è alla ricerca di alcune mappe che mostrerebbero i punti ciechi della struttura e che sarebbero state fatte da una organizzazione misteriosa di nome OX; c’è Enzo che per Helena sembra prima una minaccia poi un amico poi di nuovo una minaccia; Corin, di cui sappiamo solo essere innamorato di Siri; Tommy, un bambino con tendenze omicide di cui prima nessuno sa nulla ma che poi tutti conoscono. Lascio come ultima Margot (Barbara Marten) una donna anziana ospite del sanatorio che sembra essere il solito personaggio odioso ma che dopo un paio di episodi si inizia a capire che probabilmente non è così, ed infatti si rivela essere qualcun altro.

Fra chi gioca a fare Dio, presunte società segrete e personaggi loschi la serie si trascina in modo banale verso un finale di stagione che lascia spazio ad una possibile seconda che, se dovesse esserci, non guarderò assolutamente. Un vero peccato perché se avessero scelto di puntare sul lato psicologico la serie poteva essere un qualcosa di piacevole.

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5 Comments

  1. Pensa che a me è piaciuto moltissimo e i 45 minuti di ogni puntata, con indiscutibili alti e bassi sono d’accordo, sono volati leggerissimi!

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    1. Sono felice che almeno a qualcuno sia piaciuta 😉 Sarà che sono abituata ad altro e mi aspettavo un prodotto quantomeno credibile e con un po’ di qualità, non certo il capolavoro ma nemmeno il copia e incolla fatto male dei generi a cui si ispira.

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    1. Io dipende, in alcuni casi mollo dopo 10 minuti in altri proseguo, in questo caso volevo vedere dove volevano andare a parare, come ho detto se faranno una seconda stagione non la vedrò di certo.

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