Enrico VIII, guardie del corpo, assassini e strani avvenimenti ad Amsterdam…

Torna l’appuntamento settimanale con l’angolo British, anche questa settimana quattro serie più o meno conosciute.

La prima è la coproduzione anglocanadese e americana THE TUDORS (Storico, Costume Drama |SHOWTIME, BBC|2007|4 stagioni) con Johatan Rhys Meyers, Henry Cavill, Natalie Dormer. In Italia è stata tramessa da Mediaset Premium e poi da Sky, i sottotitoli sono reperibili. La serie racconta, in chiave romanzata, l’intero regno di Enrico VIII, re d’Inghilterra e di Irlanda fino al 1547.

.::Cosa ne penso::.

Una serie che ha ben poca accuratezza storica ma che fa di colpi di scena, complotti, duelli, attrazioni, infedeltà il suo punto di forza e gli viene bene, perché in quattro stagioni non è riuscita ad annoiare, anzi, ha sempre trovato modi per tenere alto l’interesse. Personalmente mi è piaciuta molto, sia per come hanno gestito la storia sia per le musiche, i costumi e il cast, Rhys Meyers dà vita ad un Enrico VIII fascinoso e misterioso, così come Natalie Dormer dà un volto intrigante ad Anna Bolena. Impossibile non citare il Cardinale Thomas Wolsey, interpretato da Sam Neil, che ha incarnato l’ambiguità degli uomini del clero del tempo e Peter O’Toole che ricopre il ruolo di Papa Paolo III.

La seconda è BODYGUARD (Thriller, Drama|BBC|2018|1 stagione ma rinnovata per una seconda stagione) con Richard Madden, Keeley Hawes, Gina McKee. In Italia è distribuita da Netflix. La serie ruota attorno al personaggio immaginario di David Budd, un sergente di polizia e un eroico veterano dell’esercito britannico sofferente di disturbo da stress post-traumatico, che ora lavora come agente nel comando di protezione del Metropolitan Police Service di Londra. È incaricato di proteggere l’ambizioso Segretario di Stato Julia Montague, la cui politica rappresenta tutto ciò che disprezza (guerra, violenza…)

.::Cosa ne penso::.

Il titolo riporta subito alla mente il film con Kevin Costner e Whitney Houston e infatti dal primo episodio si può capire che ci sarà inevitabilmente il lato sentimentale ed erotico. La serie a livello di ritmo è ben costruita ma dal lato della storia un po’ meno, visto che è infarcita con i soliti cliché. Certo, se la si guarda tutta d’un fiato, molte cose passano quasi inosservate ma non toglie il fatto che ci siano; sino a metà stagione è ben gestita ma poi iniziano le inconsistenze, le parti tirate per i capelli (il finale su tutte) o i cali di tensione e, personalmente, arrivata alla quinta puntata, ho cominciato a perdere interesse nei diversi punti della vicenda. Non aggiungo altro per evitare spoiler. A livello recitativo è ottima se escludiamo Richard Madden che proprio non riesce ad essere espressivo e credibile (non commenterò il Golden Globe vinto proprio per questo ruolo), l’unica cosa che ho apprezzato è stato il suo accento scozzese, una serie un po’ sopravvalutata ma che comunque intrattiene.

La terza è RELLIK (Crime, Drama|BBC|2017|6 puntate) con Richard Dormer, Jodi Balfour, Paterson Joseph. In Italia è inedita ma i sottotitoli sono disponibili. Il Detective Gabriel Markham e la sua squadra stanno lavorando per trovare un serial killer. Le serie comincerà a scavare a ritroso fino ad arrivare a sospettare di un potenziale colpevole.

.::Cosa ne penso::.

Piaciuta molto, certo non un’idea originale quella di raccontare una storia al contrario ma in questo caso la prova è stata superata. Di puntata in puntata si torna indietro mostrando prima gli effetti e poi le cause, in questo modo la serie ci mostra che la prima impressione forse non è quella giusta. Le atmosfere sono tetre, gli uomini e donne sono soli anche quando hanno affianco i propri affetti. Per quasi l’intera stagione, ci confrontiamo con Gabriel (Dormer perfetto nel ruolo) e con le ferite sul suo viso, sempre più distrutto a mano a mano che la storia si riavvolge e il rompicapo comincia a risolversi.

La quarta è THE MINIATURIST (Storico, Drama, Superatural|BBC|2017|La BBC l’ha mandato in onda in 2 puntate, mentre su PBS è stata divisa in 3 parti) con Anya Taylor-Joy, Romola Garai, Alex Hassell. In Italia è inedita ma i sottotitoli sono reperibili. La serie è l’adattamento dell’omonimo romanzo scritto da Jessie Burton. Petronella è una giovane appena arrivata ad Amsterdam, pronta a diventare la moglie di Johannes Brandt, un ricco mercante. Tuttavia Nella non incontra subito il suo futuro sposo, e quando finalmente succede, Johannes le dona come regalo di nozze una bellissima riproduzione in miniatura della loro casa. La casa in miniatura è stata arredata con mobili creati da un misterioso miniaturista, le cui creazioni rispecchiano ciò che succede nella casa e sembrano predire il futuro con una sconcertante accuratezza…

.::Cosa ne penso::.

È più un film che una miniserie e non è il meglio che la BBC abbia prodotto ma è comunque un prodotto che vale la pena di vedere e che personalmente ho trovato gradevole, sia per il numero esiguo di episodi sia per i costumi elaborati, le scenografie ricche, l’abbondanza di riprese all’aperto, ma anche la recitazione dell’intero cast. Sebbene sia la protagonista di The Miniaturist, Petronella non è, in realtà, il centro dell’azione. Al contrario, Petronella è quasi come lo spettatore che segue la serie scoprendo con lei quanto Johannes e Marin, Otto e Cornelia, Frans e Agnes siano altro da quel che mostrano. Una miniserie che mostra tramite una metafora lo splendore e lo sfarzo di una società tanto lussuosa quanto fasulla.

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