Un “sacco di pulci” e lavoro nero

I mesi estivi sono di solito un periodo “tranquillo” per le serie tv, quindi perchè non recuperare alcune cose che magari ci siamo persi durante la “stagione”?

La prima è FLEABAG (Dramedy|BBC, Amazon|2013|2 stagioni) con Phoebe Waller-Bridge, Sian Clifford, Andrew Scott, Olivia Colman. In Italia è distribuita da Amazon Prime Video e i sottotitoli sono reperibili. La serie è l’adattamento dall’omonimo spettacolo teatrale Waller-Bridge, messo in scena ad Edimburgo nel 2013, racconta di una giovane donna londinese e della sua vita problematica, dovuta a una famiglia disfunzionale, alle difficoltà economiche legate alla gestione di una caffetteria a tema porcellino d’India, che aveva aperto con la sua migliore amica, ora defunta, e alla sua instabile, quanto frenetica vita sessuale e sentimentale.

.::Cosa ne penso::.

Dissacrante, ironica, sarcastica, irresistibile, esilarante, drammatica, malinconica e devastante, basterebbero solo questi aggettivi per descrivere questa serie. Come ho già detto in un precedente articolo non amo le comedy ma questa non lo è affatto, o meglio, non è solo una comedy; in soli dodici episodi Fleabag è riuscita a dare vita vita ad un personaggio reale, imperfetto, sofferente, sfacciato, contemporaneo ma capace di rappresentare temi senza tempo: il lutto, il suicidio, il sesso, la famiglia, il senso di colpa, la solitudine, la rinascita, l’amore, la religione e il tabù del fascino dei preti (cattolici). Il merito va alla Waller-Bridge e alla sua scrittura che fa muovere tutto in modo perfetto (personaggi, sguardi, battute, ritmo, montaggio e musica), non c’è nulla di superfluo o fuori posto, sfondamento della quarta parete incluso. Va da sé che la recitazione è impeccabile. In un’epoca come la nostra dove il femminismo è in molti casi ruffianato, Fleabag, tramite Belinda (Kristin Scott Thomas) ci regala un monologo sul dolore e sull’essere donna che da solo vale la visione. Potrei stare a scrivere e parlare per ore di questo vero e proprio gioiello. La serie si è conclusa con la seconda stagione e non sembra nelle intenzioni di Phoebe crearne una terza, anche se non chiude del tutto le porte. Ad ogni modo se ancora non l’avete vista, il mio consiglio è quello di guardarla quanto prima e non ve ne pentirete, perché il “sacco di pulci” riuscirà a farvi ridere e un secondo dopo a spezzarvi il cuore.

La seconda è BLACK WORK (Crime, Drama|ITV|2015|3 puntate) con Sheridan Smith, Matthew McNulty, Duglas Henshall. In Italia è inedita ma i sottotitoli sono disponibili. L’agente di polizia di Leeds, Jo Gillespie, conduce una vita relativamente normale finché suo marito Ryan, anche lui poliziotto, viene ucciso mentre lavora come infiltrato sotto copertura in una misteriosa e gigantesca organizzazione criminale.

.::Cosa ne penso::.

Tre episodi molto ben gestiti perché in “poco” tempo sono riusciti a fondere la parte crime e quella personale senza mai annoiare o risultare banale, ovviamente la storia non è di nulla nuovo o particolarmente eclatante, almeno per chi è abituato ai crime inglesi. La serie riesce comunque a coinvolgere lo spettatore nel dramma che sta vivendo Jo e la sua famiglia e fra intrighi vari si vuole arrivare subito alla fine per scoprire chi ha ucciso Ryan.

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