Castelli di carta e un poliziotto americano in UK

Salutiamo il mese di agosto con altre due serie british.

La prima è HOUSE OF CARDS (TRILOGY) (Political Drama|BBC|1990/1995|3 stagioni) con Ian Richardson, Susannah Harker, David Lyon. In Italia è stata distribuita da Netflix e i sottotitoli sono reperibili. La serie è tratta dall’omonimo romanzo di Richard Dobbs e che a sua volta ha ispirato il remake americano. House of Cards e i successivi To Play the King e The Final Cut rappresentano i tre atti di quella che sarà poi conosciuta come la trilogia di House of Cards. Il fittizio Francis Urquhart è un politico cinico e malvagio, altamente professionale, imbattibile da avversari e falsi amici, fiero difensore del liberismo thatcheriano.

.::Cosa ne penso::.

You might very well think that; I couldn’t possibly comment… La trama è più o meno la stessa della cugina americana ma con ovviamente scenari diversi. La versione british è in più cinica, aspra e più pungente ed il protagonista F.U, è ancora più viscido e subdolo, Urquhart non fa nulla per nascondere la sua crudeltà. Come quella americana, la serie è caratterizzata dallo sfondamento della quarta parete, con il protagonista che si rivolge direttamente al pubblico reso credibile da un magnetico Ian Richardson. Se come me nella versione USA hai amato Meechum, in questa non si potrà non amare Coroder, fedelissimo nel midollo, non ha neanche bisogno di un accenno che sa già che cosa fare, un personaggio che ricoprirà un ruolo di primaria importanza negli atti finali della terza stagione. Va da sé che la recitazione e il comparto tecnico siano su livelli altissimi. Se si è apprezzato il remake americano, e personalmente l’ho fatto (ultima stagione esclusa), non si può non vedere la serie UK che lo ha ispirato.

La seconda è WILD BILL (Crime, Drama, Comedy|ITV|2019|6 episodi e per ora non ci sono notizie di un possibile rinnovo) con Rob Lowe, Browwyn James, Rachel Stirling. In Italia è inedita ma i sottotitoli sono reperibili. Il capo della polizia statunitense Bill Hixon approda nella città britannica di Boston, nel Lincolnshire, con la figlia quattordicenne Kelsey al seguito sperando di poter sfuggire al loro doloroso passato recente. Ma questa comunità non familiare e non impressionata costringerà Bill a mettere in discussione tutto su di sé e gli lascerà chiedere se è Boston che ha bisogno di Bill o Bill che ha bisogno di Boston?

.::Cosa ne penso::.

Non certo una delle migliori serie mai viste, anzi, la parte crime è decisamente molto labile ma per essere una serie estiva non è così male, i casi sono molto semplici e i personaggi non sono proprio approfonditi, ma il ritmo e il tono ironico con le battute sulle differenze fra americani e inglesi rendono la serie godibile, Rob Lowe mi è piaciuto molto nell’interpretare Bill, un uomo che ha perso la moglie e che si deve barcamenare fra il lavoro e il gestire una figlia adolescente. Nota di merito (molto personale) per la soundtrack che con le molte canzoni di Springsteen mi ha decisamente fatto passare sopra ai vari difetti.

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