Harmon, culto poligamo in Israele

Oggi vi parlo di una serie israeliana perché chi ci segue dagli inizi sa che un prodotto che abbiamo amato particolarmente è stato “Prisoners of War” di Gideon Raff, che ha ispirato l’americana “Homeland“. Purtroppo, una terza stagione non è ancora nei progetti di Raff perché ormai si dedica esclusivamente alle serie tv americane (l’ultima è The Spy su Netflix). Allora per curiosità ho cercato uno degli attori protagonisti (Yoram Toledano) per scoprire in quali show ha lavorato, ed ho scoperto Harem/Harmon dell’anno scorso.

La trama è interessante, tratta del fenomeno delle sette e le loro conseguenze. Protagonista è Maya (Chen Amsalem), una ragazza che ha deciso di mollare la famiglia per una sorta di santone (Alon Aboutboul) che vive con le sue tante mogli (molte incinte) e che millanta capacità da guaritore. I genitori di Maya (Yoram Toledano e Assi Levy) sono disperati, in più la seconda figlia, Hagar (Noam Lugasy) si fa convincere da Maya a farsi guarire per i suoi sfoghi cutanei da Shabtai, il santone. Dalle terapie al trasferimento nella comunità il passo è breve.

Negli otto episodi vedremo il disperato tentativo dei genitori di riportare le figlie a casa, e le difficoltà maggiori si riscontreranno proprio nel momento in cui ci si rivolgerà a delle autorità, in quanto la comunità di Shabtai è ben protetta, essendoci tra le mogli chi lavora nel pubblico impiego.

I creatori Anat Barzilai, Hadar Galron e Gadi Taub hanno dato vita ad un leader di un culto, o famiglia, come dice lui, che riesce a manipolare più di 20 mogli e 40 figli. Lui è una persona certamente carismatica, tranquilla, che sa usare le parole giuste per convincere le sue donne a trovarsi nel posto predestinato e che ufficialmente aspira all’armonia tra la sua gente. Dall’altra parte seguiremo gli stati d’animo delle donne, dal pentimento alla depressione, dalla gelosia all’attrazione omosessuale. In più, Hagar non è benvoluta, perché Shabtai stravede per lei. Tutto questo porterà a conseguenze devastanti. La serie si ispira a fatti che accadono realmente in Israele e nel mondo (ricordate Big Love sulla comunità mormone?). Da che parte sta la verità? A voi l’ardua sentenza.

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