La natura caotica della nostra vita quotidiana

Iniziamo il mese di dicembre con due chicche made in UK.

La prima è HOWARD END (Period Drama|BBC|2017|4 episodi) con Matthew Macfadyen, Hayley Atwell, Philippa Coulthard. In Italia è stata trasmessa da Sky Atlantic e i sottotitoli sono reperibili. Tratta dall’omonimo romanzo di E. M. Forster; dramma di natura romantica ambientato durante gli inizi del ventesimo secolo in Inghilterra, esplora le divisioni tra le classi sociali attraverso le vicende di tre famiglie: i Wilcox, benestanti, gli Schlegel, idealisti e i Bast, appartenenti al ceto medio.

.::Cosa ne penso::.

Ben recitata, stupende la location ed i costumi, ma credo abbia sofferto dei soli 4 episodi a disposizione perché alcune cose rimangono inspiegate o comunque troppo affrettate. Anche la scelta, dovuta al politicamente corretto, di inserire molti attori di colore non l’ho apprezzata; se gli autori avessero aggiunto al conflitto sociale anche quello razziale la scelta l’avrei apprezzata. Per il resto è un prodotto che merita assolutamente la visione, dove la rappresentazione delle convenzioni inglesi e il comportamento dei ceti medio-alti riveste un ruolo centrale nell’opera e la complessità dei sentimenti e delle relazioni interpersonali talvolta è osservata con un divertito distacco. Personalmente, però, ho apprezzato di più il film di Ivory del ’92.

La seconda è YEARS AND YEARS (Drama|BBC|2019|6 episodi) con Rory Kinnear, Russel Tovey, Emma Thompson, Jessica Hynes. In Italia è inedita e i sottotitoli in italiano, per ora, non sono reperibili. La storia si incentra sulla famiglia Lyons: Daniel sta per sposarsi con Ralph, Stephen e Celeste si preoccupano per i loro figli, Rosie cerca un nuovo compagno ed Edith manca da casa da anni. A vegliare su di loro c’è la nonna Muriel. Tutte le loro vite convergono in una notte cruciale del 2019 e la storia accelera verso il futuro, seguendo le vicissitudini dei Lyons nei successivi 15 anni.

.::Cosa ne penso::.

Ambientalismo, guerra, differenze sociali, parità di diritti sono i punti cardine di questa serie, una serie distopica ma quanto mai attuale; un family drama vero e complesso come lo sono le famiglie. Il paragone con Black Mirror ci sta, anche se Years and Years è più nichilistica e con intenti diversi rispetto alla prima. Nell’arco di sei puntate e attraverso la famiglia Lyons si parla di umanità; la storyline di Danny è stata un pugno allo stomaco ma mostra in modo chiaro la nostra ipocrisia. I 60 minuti per episodio volano, grazie ad una sceneggiatura ben scritta e mai banale o noiosa e con battute pungenti in pieno stile british: non mi aspettavo nulla di meno da Russell T.Davies (anche se ce l’ho ancora con lui per Ianto, chi ha visto Torchwood sa a cosa mi riferisco). Il comparto tecnico è ottimo e il cast è perfetto, soprattutto la Thompson.

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