BLOOD – Segreti e legami di sangue

E’ un intenso “family drama” del 2018 che si sviluppa in sei puntate andata in onda su Acorn TV e ricalca le orme di “Broadchurch”. Forte del successo ottenuto in UK, è stato di recente rinnovato per la seconda stagione. Il titolo della serie non va inteso nel senso letterale della parola ma si riferisce soprattutto ai legami di sangue che, qualsiasi cosa accade, restano forti.

In un tranquillo villaggio irlandese Cat Hogan, la figlia “pecora nera” della famiglia da tempo assente torna a casa dopo aver saputo della morte della madre Mary, alla quale era molto legata. Sembra si tratti di un incidente: la madre, affetta da una letale forma di distrofia degenerativa che la costringe a dipendere dagli altri ha perso l’equilibrio in giardino sbattendo la testa sulle pietre che incorniciano il piccolo stagno privato.

Ad accogliere Cat al suo arrivo ci sono Fiona, la figlia maggiore, sposata, e Michael, il fratello amico che nasconde un segreto. Pur essendo lontana da molto Cat nota subito che il padre Jim, Dottore locale stimato da tutti (lo strepitoso Adrian Dunbar di “Line of duty”) non è per niente addolorato dalla perdita della consorte e mostra un atteggiamento ostile nei suoi confronti celando cose, mentre il fratello e la sorella lo difendono a spada tratta. Due dettagli pero’ non tornano ed insospettiscono Cat: dallo stagno stile giardini Vaticani manca una statuetta a forma di rana e Jim ha un sospetto taglio sulla mano destra.

Altri eventi la convincono a pensare che abbia ucciso lui la madre. Ma, come in passato, resta isolata, nessuno le crede e tutti si schierano dalla parte di Jim, una congiura perfettamente orchestrata per farla passare da bugiarda e pazza. Solo un poliziotto locale cercherà, nonostante tutte le difficoltà, di aiutarla ma Cat dovrà agire in prima linea fino alla fine contando solo su se stessa.

La serie tratta due argomenti spinosi ma sempre attuali : i difficili rapporti tra coniugi e tra genitori e figli, le differenze nel modo di pensare, nell’educazione ricevuta e nel carattere dovute al gap generazionale spesso creano scontri, incomprensioni, bugie. A questo va aggiunta l’aggravante della malattia, fattore determinante capace di modificare completamente la struttura di una famiglia, tutto e tutti, nel bene o nel male.

La recitazione molto naturale e realistica ci fa entrare nelle scene ed immedesimarci negli stati d’animo dei personaggi, riportandoci alle nostre esperienze personali. Se a volte cercassimo di comprenderci di più ed aiutarci – soprattutto nei momenti di bisogno – forse si eviterebbero spiacevoli ed inutili battaglie contro i mulini a vento. Spesso i genitori si rimproverano di aver commesso sbagli, ma anche noi figli non siamo esenti da questa domanda ricorrente, magari avremmo potuto fare di più o meglio, oppure li abbiamo delusi o non siamo stati all’altezza delle loro aspettative. Ricordiamoci sempre che non è mai tardi per pensarci o per provare a cambiare le cose, lasciamo che i rimorsi tormentino l’animo di chi se li merita!

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