Le ultime tracce del Natale

Buon anno a tutti, l’angolo british ritorna con nuovi consigli… Pronti a partire per nuovo anno di serie made UK?

La prima è A CHRISTMAS CAROL (Period Drama|BBC/FX|2019|3 episodi) con Guy Pearce, Andy Serkins, Stephen Graham. In Italia è inedita e ma i sottotitoli sono reperibili. Ebenezer Scrooge, disprezza i suoi simili, le vacanze di Natale e ciò che rappresenta. La notte della vigilia di Natale, il fantasma del suo defunto compagno Jacob Marley gli fa visita e gli annuncia la visita imminente di tre spiriti. Nel corso di quella notte, Scrooge dovrà affrontare visioni del suo passato, presente e futuro nella speranza che queste esperienze lo aiuteranno a riconnettersi con l’umanità… specialmente con la sua.

.::Cosa ne penso::.

Questa ennesima trasposizione del romanzo mi è piaciuta parecchio, soprattutto per i toni più cupi del solito, la parte tecnica è stata ben curata e ho apprezzato molto la recitazione di Pearce; ci regala un Ebenezer freddo e cinico ma a suo modo umano, anche prima che gli spiriti facciano la loro comparsa. Parlando degli spiriti li ho trovati perfetti, anche se il focalizzarsi molto sullo spirito del passato ha, secondo me, tarpato le ali a quello presente e futuro, i quali hanno avuto poco spazio, così come il finale che è stato fatto in maniera un po’ troppo frettolosa. Nonostante ciò sono state tre ore ben spese.

La seconda è TRACES (Drama, Crime|ALIBITV|2019|6 episodi) con Martin Compston, Molly Windsor, Laura Fraser. In Italia è inedita e i sottotitoli in italiano sono reperibili. Frequentando un corso online, ed esercitandosi con un caso fittizio, Emma, una giovane assistente di laboratorio forense scozzese, scopre che il test ha dei collegamenti con il suo passato.

.::Cosa ne penso::.

Qualcuno ha detto Scozia? No? Beh, lo dico io. Un buon crime, carino ma che si barcamena fra i soliti cliché dove i colpi di scena sono abbastanza prevedibili. La protagonista, Emma, personalmente in alcuni punti l’ho trovata fastidiosa. Il caso è abbastanza facile, il tutto ruota intorno ai personaggi che vediamo e le dinamiche restano molto basilari senza troppa introspezione ma nel periodo natalizio è stata una visione più che piacevole, anche per la bravura degli attori. Un punto in più per la scelta della canzone utilizzata per la sigla: la cover di Don’t Let Me Be Misunderstood cantata da Valerie Broussard. Certo, non è Nina Simone, ma è comunque una bellissima versione.

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