“Destini in fiamme” (“Le Bazar de la Charité”) – un tragico evento benefico

Destini in fiamme“, una coproduzione francese TF1/Netflix in otto episodi, è un classico feuilletton vecchio stile nel quale amore, amicizia, tradimenti, intrighi, vendetta, cospirazione e gli albori dell’emancipazione femminile creano un armonioso dipinto d’epoca dalle vivaci pennellate.

La serie nasce sullo sfondo di un dramma storico, il terribile incendio che il 4 maggio 1897 distrusse completamente “Le Bazar de la Charité”, edificio situato nell’Ottavo Arrondissement parigino all’interno del quale era stata allestita una fiera benefica, con un bilancio di 126 vittime, di cui ben 118 donne. Tra di loro c’era anche Sofia Carlotta di Baviera, sorella dell’Imperatrice Sissi d’Austria, ora al suo posto si erge la Cappella di Nostra Signora della Consolazione, fatta costruire nel 1900 dalle famiglie delle vittime in ricordo dei loro cari. L’evento, nato dalla brillante mente di un noto filantropo, veniva organizzato ogni anno dall’aristocrazia cattolica francese in un luogo sempre diverso ed era finanziato da un consorzio di associazioni che si suddividevano i costi. Per l’edizione dell’anno 1897 nell’edificio era stato costruito un capannone di legno a riproduzione di una medievale via parigina con decori teatrali dipinti con vernici infiammabili, nel quale si trovavano le botteghe dove le donne dell’alta società e le domestiche potevano acquistare oggetti di pregio in cambio di offerte caritatevoli. In un’apposita sala di proiezione cinematografica gli ospiti si intrattenevano con la magia delle immagini in movimento create dai Fratelli Lumière. E’ proprio in questo locale che nel pomeriggio del 4 maggio il proiettore con lampada ad etere-ossigeno prende fuoco, in un primo momento l’incendio è di piccola entità, ma poi si trasforma in un vero inferno. La Polizia sospetta che la causa sia una bomba piazzata da anarchici, ma la tragedia cela un altro dramma, gli uomini aristocratici non esitano a calpestare le donne pur di salvarsi mentre quelli del popolo le aiutano rischiando le proprie vite.

Tra le sopravvissute ci sono le tre protagoniste della serie, legate da vincoli di parentela ed amicizia: Madame Adrienne de Lenverpré (Audrey Fleurot di “Spiral” e “Un village francais”), donna dell’alta società, Alice de Jeansin (Camille Lou di “Maman a tort”), la nipote figlia di sua sorella e Rose Riviere (Julie De Bona di “Le tueur du lac”) la cameriera di casa de Jeansin che per Alice è come una sorella. Alle prime due, entrambi sfortunate in amore, che si salvano senza ferite fisiche ma con seri traumi nell’animo l’incendio porterà nuove speranze: ad Adrienne innamorata del giornalista Hugues quella di lasciare il marito tiranno Marc Antoine (Gilbert Melki) candidato Presidente al Senato, ad Alice promessa sposa al prepotente Julien (Théo Fernandez, il bisnonno di Rovazzi?) la possibilità di evitare un matrimonio per interessi. Rose invece, felicemente sposata con Jean (Aurelien Wiik) cocchiere anch’egli al servizio della famiglia de Jeansin sfigurata e deturpata dalle cicatrici viene rapita da Madame Huchon (Josiane Balasko) una donna crudele accecata dal dolore per la figlia persa nell’incendio.

Sono figure femminili molto diverse per estrazione sociale e carattere ma con una grande forza ed integrità morale, doti rare che le aiuteranno ad andare avanti pur se questo significherà mettere in discussione tutto. Sì, perché l’incendio genererà un effetto domino sui sopravvissuti e le vite di queste donne cambieranno completamente in modi che nessuna di loro puo’ immaginare. Dovranno ricostruirsi da zero, riusciranno le coraggiose dame a rinascere dalle ceneri come la fenice ma soprattutto i colpevoli pagheranno e sarà fatta giustizia per le innocenti vittime?

Ambientazione e costumi molto ben curati, case incantevoli, la storia è stata appositamente lasciata come cornice di una trama romanzata, ma l’incendio fu una vera catastrofe che sconvolse tutta la Francia per lungo tempo. Interessante la rappresentazione dei primi tentativi di ribellione femminile verso un regno maschilista dove le donne erano considerate inferiori agli uomini, di lotta per avere pari diritti ed opportunità, di opporsi alle scelte imposte dai famigliari o dai costumi dettati dalla società. E’ passato più di un secolo eppure, nonostante i passi avanti, tutto questo non si è ancora realizzato.

Scelta coraggiosa ma apprezzabile quella di proporre una ricostruzione d’epoca, un tuffo nel passato in contrapposizione alle serie che pur di sorprendere gli spettatori a volte offrono trame confuse, senza senso e al limite della comprensione.

Il messaggio che è colto tra le righe è che non si può scappare al proprio destino, nemmeno e per assurdo compiendo buone azioni, però se sopravviviamo possiamo cambiarlo in meglio per noi stessi e per gli altri, è un’occasione che non possiamo perdere. Penso agli strani eventi legati alla religione che si ripetono tipo le tragedie di pellegrini in viaggio per raggiungere mete o luoghi sacri o gli inspiegabili incidenti che a volte succedono nelle chiese. Forse tutte queste cose pur se irrazionali non accadono per caso ma hanno un preciso significato, e noi dobbiamo imparare a leggerlo per diventare persone migliori.

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