“FLESH AND BLOOD” – Il beneficio del dubbio

Curioso ma è il terzo articolo che pubblico sul blog nel quale ricorre la parola “sangue”, sarà legata al caso oppure ha un significato recondito? Enigmi a parte vi parlo di “Flesh and blood”, miniserie British targata ITV in quattro parti fresca di trasmissione, disponibile con sottotitoli in inglese e di cui verrà realizzato il seguito, in quanto il finale è apertissimo.

Benché non brilli per originalità di soggetto (la relazione amorosa di una donna vedova o separata con un nuovo compagno contro il volere dei figli già affrontata in “Dirty John” e “Gold digger”), il prodotto è di buona fattura, diretto da Louise Hooper di “Vera” e supportata da un cast di prim’ordine. La differenza tra le altre due citate sta nel modo in cui si svolgono gli eventi: drammatici e reali nella prima, più romanzati nella seconda, accidentali in questa anche se con un pizzico di premeditazione.

Siamo sulla ventosa costa del Sussex e la scena iniziale ci mostra – lasciando molto all’immaginazione – che sulla spiaggia é successo qualcosa di grave, la Polizia interviene aprendo un’indagine. Noi spettatori iniziamo subito a chiederci chi sia la vittima, se è viva o morta, cosa è accaduto e perché, ma come ben sappiamo gli inglesi con la loro innata capacità son maestri nel trasformare anche un bel quadretto famigliare in un “drama” e quindi per scoprirlo dobbiamo attendere l’ultima puntata, ovviamente avanzando le nostre ipotesi…

In due casette isolate disposte una di fianco all’altra abitano da sempre due vicine ed amiche seppur ben diverse, Vivien (Francesca Annis) e Mary (Imelda Staunton): la prima vedova da 18 mesi dopo 45 anni di matrimonio e 3 figli, la seconda sola dopo la morte dell’unico figlio avvenuta molti anni prima ed il successivo abbandono del marito. Vivien è un’attraente settantenne che vuole ritrovare la sua libertà dopo aver sopportato un marito infedele ed essersi sempre dedicata al lavoro e alla famiglia. Un giorno invita i figli nella grande casa per informarli che ha incontrato un uomo interessante, Mark (Stephen Rea), ex chirurgo ortopedico in pensione anch’egli vedovo e con una figlia che vive in Spagna.

Helen, la figlia maggiore di Vivien (Claudie Blakley di “Manhunt”) lavora nel Consiglio di Amministrazione in Ospedale, Jake (Russel Tovey di “Being human”) è istruttore di fitness e Natalie (Lydia Leonard di “Gentlemen Jack”) assistente di cantiere. Benché Mark sia amorevole con la loro madre i tre iniziano a sospettare che lui finga un falso sentimento per nascondere un puro interesse legato solo al suo patrimonio. Le continue attenzioni che Vivien riceve da Mark la fanno sentire come una ragazzina, lui la riempie di sorprese, viaggi e regali e lei lo privilegia ai figli trascurando anche le vecchie tradizioni di famiglia. Questo suo comportamento crea una netta frattura con loro e anche con Mary. Sì, perché quella solitaria donna che passa le giornate occupandosi di giardinaggio e infornando dolcetti in realtà vive per i suoi vicini e benché sia sempre così perfetta e gentile manifesta un lato oscuro di intima gelosia e strani atteggiamenti. La cosa bizzarra è che l’arrivo di Mark così sognato da Vivien le porta tanta felicità ma è l’inizio di una serie di infausti eventi per i suoi figli nella sfera privata e professionale.

Questa in sintesi è la trama, semplice fino a quando succede il fattaccio di cui non vi parlo, sta a voi conservare la curiosità di vedere la serie. Segnalo nel cast anche la presenza di David Bamber nel ruolo del Detective Lineham (mi ricorda molto il grande Karl Malden), Sharon Small di “London Calling” e Vincent Regan di “Traces”, affascinante e perfetto nelle parti ambigue.

Se i genitori sono sempre apprensivi per i figli è così strano che anche i figli si preoccupino per i genitori? Bella domanda… a volte forse ci immischiamo troppo in faccende che non ci riguardano ma solo per paura di sviluppi negativi. Quello che mi chiedo è se sia giusto vietare ad una madre sempre devota alla famiglia e rimasta sola l’opportunità di rifarsi una vita, di pensare un momento a se stessa. A mio parere no, a meno che non ci siano seri motivi o reali pericoli. Godiamoci ogni minuto prezioso con i nostri genitori che non sono eterni amandoli e cercando di capirli, ricordiamoci sempre che se loro sono stati severi con noi ponendoci limiti e divieti l’hanno fatto solo per proteggerci attingendo dalla loro esperienza. Accettiamo le loro scelte restituendogli tutto il loro amore incondizionato, a volte siamo bravi a complicarci la vita, siamo umani e facciamo tutti degli sbagli ma si vive una volta sola!

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