Hai provato a spegnere e riaccendere?

In questo periodo non troppo allegro cerchiamo di tenere alto il morale con un paio di comedy made UK.

La prima è IT CROWD (Comedy|Channel 4|2010|4 stagioni+ uno speciale) con Chris O’Dowd, Richard Ayoade, Katherine Parkinson, Chris Morris. In Italia è andata in onda su Steel e i sottotitoli sono disponibili. Moss e Roy sono due tecnici nerd degli uffici londinesi dell’azienda Reynholm Industries. Il loro lavoro manda avanti la società ma i colleghi li disprezzano. Le cose peggiorano quando il capo assume Jen, una ragazza che non sa nulla di computer malgrado al colloquio abbia dichiarato il contrario.

.::Cosa ne penso::.

Una serie che è forse un po’ di nicchia e con una comicità diversa dalle comedy americane, personalmente mi ha fatto slogare la mascella a forza di ridere, le puntate sono ben calibrate, non stucchevoli e riescono a coinvolgerti. I personaggi sono scritti benissimo: Moss, apatico e con seri problemi relazionali; Roy che ha la sfortuna nel finire nei guai (basta dire bus per Manchester); Jen, e l’ignoranza nel campo dei computer. Se poi si è dei geek e dei nerd questa serie è un gioiellino perché tante sono le citazioni. Un piccolo consiglio: se aveste intenzione di guardare questa serie, fatelo in lingua originale perché molte cose sono impossibili da adattare. 

La seconda è THE OFFICE (Comedy|BBC|2001|2 stagioni) con Martin Freeman, Ricky Gervais, Lucy Davis. In Italia è andata in onda su Jimmy, sottotitoli non disponibili. La serie si svolge a Slough, deprimente città satellite di Londra, in una piccola filiale della “Wernham Hogg”, fittizia impresa cartaria. Il programma è privo di risate registrate ed è girato nello stile del falso documentario, un finto documentario in cui i personaggi interagiscono, seppur in maniera limitata, con le telecamere. A tratti lo svolgimento della puntata si incastra con dei monologhi, simili a interviste, degli stessi personaggi.

.::Cosa ne penso::.

Serie che mi è piaciuta un sacco, soprattutto per il suo stile; non ci sono risate pre-registrate e lo stile del falso documentario la rendono un prodotto diverso dalle solite comedy. Non meno importante è il cast che in questo caso è più che perfetto, perché Gervais è Gervais (basti vedere il monologo che ha fatto all’ultima cerimonia dei Golden Globe). Come per la prima consiglio la visione in lingua originale. Purtroppo la serie fu prematuramente cancellata per i bassi ascolti ma è divenuta un cult che ha dato origine a ben tre remake: francese, tedesco e quello sicuramente più famoso, quello americano (che consiglio).

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