NEBOA – Misteri e delitti sull’isola che non c’è

Dopo “Instinto” nel mio viaggio di ricerca tra le serie tv torno virtualmente in Spagna per presentarvi “Néboa“, un interessante crime mistery in otto puntate prodotto da RTVE in collaborazione con Voz Audiovisual. Ribattezzata la “Twin Peaks” della Galizia, la serie ha registrato buoni ascolti durante la trasmissione di gennaio sulle emittenti locali, per il momento noi possiamo vederla solo in streaming sul sito ufficiale RTVE con sottotitoli in castellano abbastanza comprensibili (fidatevi, non conosco lo spagnolo!). Agli esperti del cinematografo la tematica può ricordare – pur solo per alcuni aspetti – il film italo/franco/brasiliano “Orfeo Negro” del 1959, tratto da una pièce teatrale di Vinicius de Moraes ed ambientato nel Carnevale di Rio de Janeiro, ma qui la storia è ben diversa.

A Néboa, isola della Galizia, è il primo giorno dell’Entroido, il tipo Carnevale che ha origini celtiche e, mentre tutti festeggiano, le donne abbigliate con vestiti d’epoca e gli uomini con costumi ancestrali e maschere mitologiche, El Burato Do Demo (“L’occhio del diavolo”) è teatro di una macabra scoperta: il corpo della giovane Ana Galman (Denisse Pena), turnista nell’azienda conserviera di pesce di proprietà della famiglia Ulloa. La ragazza presenta una lacerazione alla testa prodotta da una “lanzadera”, attrezzo usato dai pescatori per le reti ed ha il volto coperto dalla maschera in legno di un “urco”, una delle figure più rappresentative del Carnevale. Secondo le leggende e le superstizioni popolari è una creatura incatenata con testa di lupo che viene di notte dal mare urlando furiosamente e raggiunge l’isola per prendere i vivi. Considerata presagio di morte non è la manifestazione di un mostro, ma bensì di qualcosa di torbido e malvagio che vive sull’isola.

Il ritrovamento del cadavere riporta per modus operandi ai fatti avvenuti nel 1919 e 1989, una serie di cinque omicidi nella settimana carnevalesca tuttora irrisolti. A seguire le indagini arriva dal continente il Tenente Monica Ortiz (Emma Suarez) dell’UCO (Central Operational Unit), specializzata in omicidi e rapimenti, che si trasferisce a Néboa insieme alla figlia Vega (Alba Galocha). Ad aiutarla trova il Sergente Carmela Souto (Isabel Naveira) della “Guardia Civil”, che vive sull’isola e ne conosce a memoria ogni centimetro ed il prezioso Sergente Viqueira (César Cambeiro). Il padre di Carmela, l’ex Tenente che si occupò delle indagini nel 1989, è sopravvissuto alla strage ma è rimasto muto e paralizzato. L’unico apparente collegamento tra le tre serie di omicidi è che la prima vittima è una donna che lavora nell’industria conserviera di pesce dell’isola. Monica e Carmela hanno solo pochi giorni per cercare di fermare i delitti e scoprire chi è il vero assassino che si nasconde dietro la maschera.

Questa é la trama base, ma da subito si susseguono eventi e misteri, ognuno degli abitanti mente, ha segreti o non è quel che sembra, non a caso “Néboa” significa nebbia, nella quale tutto si dissolve. Oltre alle due protagoniste tra i personaggi di rilievo cito Roque (Denis Gomez) marito di Carmela ed il loro figlio Gaèl (Nacho Nugo), Emilio (Gonzalo Ramos) ex di Vega (figlia di Monica), Anton (Antonio Duran Morris) e Rosa (Maria Vazquez), i genitori di Ana, Alejandro Ulloa (Santi Prego) titolare dell’industria conserviera di pesce e uomo più benestante dell’isola, il figlio Roi (Jorge Varandela) e la figlia Olaia (Sabela Aran). Altre figure inquietanti e sospette sono Mario Castro alias “Cascudo” (David Seijo), spacciatore di droga locale, Julio Rivas detto “Coruxo” , il cui figlio fu una delle vittime del 1989 e Padre Gonzalo (Xabier Deive) che regala ai fedeli testi sacri con la dedica “La Bibbia non regala miracoli però aiuta a trovare soluzioni”.

La serie non è girata con il solito ritmo e stile lento spagnolo ma presenta più atmosfere nordiche ed oscure che suscitano curiosità negli spettatori, creando dipendenza, visto un episodio è difficile non proseguire, questo è il suo punto di forza insieme all’ambientazione e alla leggenda popolare. Una curiosità: l’isola di Néboa non esiste realmente, è stata creata in digitale come un puzzle utilizzando sapientemente varie location, geograficamente si colloca in provincia de La Coruna, nel punto più settentrionale della penisola iberica. El Burato Do Demo è Furna Furada, la Caserma della “Guardia Civil” un locale sociale di una parrocchia ad Ortigueira mentre ad Estaca de Bares si trova l’Hotel Semaforo dietro il quale spunta il faro del 1850, antica costruzione di controllo al traffico marittimo riconvertita poi in albergo.

Se avete voglia di distrarvi un po’ dalla difficile situazione che stiamo vivendo e di fare un salto in un’atmosfera completamente diversa scoprendo gli enigmi isolani vi consiglio questa serie alternativa, penso sia una buona idea per evadere un attimo dalla realtà e ci possa aiutare!

1 Comment

  1. Molto bella! Completamente diversa da altre produzioni ispaniche.
    Coinvolgente.
    Attori molto bravi degno dei migliori noir scandinavi o inglesi.
    Consigliatissima a chi ama il genere
    Grazie per averla segnalata

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...